Schema della didattica

La scuola si articola in attività pratico-teoriche che permetteranno ai partecipanti di acquisire le competenze necessarie a trattare mediaticamente le problematiche legate al rapporto tra scienza e diritto. Il corso introduce i partecipanti ai diversi contesti disciplinari scientifici, sociologici e giuridici (dall’epidemiologia alla science policy, dall’epistemologia e dalla sociologia della conoscenza al diritto), necessari  ad affrontare la complessità di tale interazione.

Di seguito il programma dettagliato delle lezioni.

 

24 Giugno 2015

La co-produzione sociale di scienza e diritto

Mattina

9:00 - 9:30 Saluti e presentazione del corso, Annibale Biggeri e Nico Pitrelli

9:30 - 10:15 Scienza e diritto nella prospettiva della co-produzione,   
Mariachiara Tallacchini

 

I legami tra scienza, diritto (e politica) si sono costituiti alle origini stesse dell’impresa scientifica e del diritto moderni. Le asserite oggettività e certezza del metodo scientifico, e la scienza come espressione pubblica di razionalità hanno giocato un importante ruolo di legittimazione delle decisioni giuridiche. Il quadro attuale delle relazioni tra scienza e diritto ha acquisito dimensioni e complessità senza precedenti. Il diritto regola attività e prodotti scientifici, abilitando l’emergere di nuove tecnologie; ma esso è anche validato dal sapere scientifico, che sempre più legittima contenuti e forme della normatività. Questi intrecci generano specifiche ‘epistemologie scientifico-giuridiche’ che si confrontano e competono in contesti nazionali e/o sovranazionali (per esempio, nelle visioni statunitense ed europea). L’introduzione al corso illustra le ragioni teoriche e pratiche per guardare a scienza e diritto secondo una prospettiva di co-produzione, vale a dire nel loro vicendevole interagire e legittimarsi.

 

10:15- 11:00 Discussione

 

11:00 - 11:15  Coffee break

11:15 – 12.15  Tra scienza e giustizia, Raffaele Guariniello

Più che mai, in Italia, i procedimenti penali aventi per oggetto le patologie associabili all’ambiente di lavoro e/o all’ambiente di vita hanno portato alla ribalta alcune criticità nel rapporto tra scienza e giustizia. Sia criticità attinenti al modello auspicabile di scienziato e di giudice nell’ambito di tali procedimenti, sia criticità attinenti all’approccio da adottare nella soluzione di problemi scottanti quali quelli che riguardano i dilemmi certezza-probabilità e causalità generale-causalità individuale.

12:15 - 13:00 Discussione

Pomeriggio

14:15 - 15:00 Scienziato, perito, advocate? Le molte identità dell’esperto, Benedetto Terracini

L’esperto chiamato ad esprimere un giudizio scientifico  destinato ad influire sulla salute pubblica dovrebbe attenersi a due principi: imparzialità e non neutralità rispetto alla salute. I concetti sono stati ben definiti da Rodolfo Saracci. Imparzialità significa prendere in considerazione con criteri uniformi tutta l’evidenza scientifica disponibile sul problema sul quale ci  si deve esprimere.  Non neutralità significa risolvere l’incertezza residua dell’evidenza in senso favorevole alla salute della popolazione o dei singoli. Il contrario di “non neutrale” è “neutrale”.  Essere “neutrale” significa quindi  che  nella risoluzione delle incertezze scientifiche si considerano prioritari valori diversi dalla protezione della salute (etici, economici, politici ecc).   Anche l’emissione del giudizio scientifico da parte dell’esperto (“comunicazione del rischio”,  ma più realisticamente  “comunicazione della incertezza scientifica”) -  indirizzata a  politici, magistrati,  sindacati, industriali, popolazione ecc   - fa (dovrebbe fare) riferimento ad alcuni principi. Questi comprendono – tra gli altri -  enunciazione  dell’obbiettivo della comunicazione e della domanda alla cui risposta si intende contribuire,   trasparenza del ragionamento inferenziale, utilizzo di termini standardizzati a interpretazione  univoca,   denuncia dei conflitti di interesse,  rifiuto di  atteggiamenti suasivi basati sul prestigio dello scienziato. Alla luce di questi principi verranno descritte e  commentate due circostanze che – a prima vista – non hanno nulla a che fare l’una con l’altra: la quarantennale esperienza della produzione delle monografie di  valutazione del rischio cancerogeno da parte dell’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC)  e il rapporto tra Commissione Grandi Rischi della Protezione Civile e popolazione di L’Aquila alla vigilia del terremoto del 6 aprile 2009.

 

15:00 – 15:45 Discussione

15:45 -16:00 Coffee break

16:00-18.00 Esercitazione su perizie, Maria Luisa Clementi e Benedetto Terracini

Verrà brevemente riferita la vicenda (realmente avvenuta) di una morte sul lavoro oggetto di un caso giudiziario in sede penale. Dopo un breve resoconto del caso, verranno  fornite le perizie (tra di loro contrastanti) dei  consulenti di parte civile e della difesa.  Gli allievi indicheranno i criteri che utilizzerebbero per raccontare la storia sul loro giornale. Tali proposte saranno oggetto di discussione collettiva.

 

25 giugno 2015

Incertezza della conoscenza e decisioni giuridiche

 

Mattina

9:00 - 9:15 Introduzione, Maria Luisa Clementi

9:15 - 10:00 Visioni della scienza incerta, Mariachiara Tallacchini

Il concetto di incertezza scientifica e i suoi rapporti con le idee di rischio e ignoranza sono oggetto di definizioni differenti, come pure di controversie rispetto alle modalità di quantificazione e caratterizzazione. L’esistenza stessa dell’incertezza può essere asserita o negata o costruita e giocata su fronti opposti, per sollevare dubbi, di volta in volta, sull’assenza o presenza di potenziali fattori di pericolo.  Tali ambiguità sono ulteriormente rafforzate quando l’incertezza scientifica ha implicazioni dirette per la società, il mercato e le decisioni di policy. La presentazione illustra alcuni modelli  di incertezza, esemplificandone le prospettive e i caratteri con riferimento a casi concreti –dal fumo alle sostanze tossiche alle tecnologie emergenti biomediche e non.

 

10:00-10:45 Come le prospettive teoriche sulla scienza incerta cambiano il modo di fare scienza e di usare la statistica, Annibale Biggeri

La realtà è diventata incerta: per i limiti legati alla variabilità campionaria che non possono essere aggirati incrementando la dimensione dello studio come nel caso di piccole popolazioni esposte all’inquinamento o nel caso delle malattie rare; per la limitatezza delle conoscenze scientifiche e la contraddittorietà delle interpretazioni che forniscono le differenti discipline; per la urgenza delle decisioni e per la posta in gioco che impongono tempi brevi e non possono aspettare che nuovi studi vengano condotti e diano risultati. In tale clima di incertezza, tutti i soggetti compresi i ricercatori sono apertamente compromessi,sono parte attiva ed hanno interessi potenzialmente in conflitto. Le prospettive teoriche epistemologiche hanno lucidamente analizzato questo cambiamento nei rapporti tra scienza e società, scienza e decisioni politiche.In ogni esempio del mio intervento vengono mostrati i contenuti in gioco e la necessità del loro disvelamento. La scienza e la statistica, come metodo stereotipato di sintesi delle evidenze empiriche, sono chiamati a chiarire i presupposti, le assunzioni, i limiti delle loro valutazioni quantitative. Non c’è una verità inconvertibile semplicemente perché non è più accessibile in queste condizioni di incertezza. Questo processo si complica anche grazie alla produzione di conoscenza da parte di soggetti estranei all’accademia strettamente intesa, conoscenza ed abilità diffuse grazie alle tecnologie informatiche e agli strumenti a basso costo o miniaturizzati. Una alfabetizzazione scientifica e statistica diventano elemento importante della formazione di ogni soggetto nella società “basata sulla conoscenza”.

 

10:45 -11:00  Coffee break

11:00-12:00 Discussione

12:00-12:45 Come la scienza incerta sta cambiando le categorie giuridiche, Davide Servetti

La maggiore frequenza con la quale la scienza dichiara la propria incertezzae una più diffusa consapevolezza circa la strutturalità di questa condizione epistemica stanno generando un cambiamento profondo nei rapporti che il diritto, abituato a ragionare in termini di “evidenze”, intrattiene con la scienza e la tecnologia. Il tradizionale affidamento al sapere esperto della comunità scientifica non è più soddisfacente e il diritto può essere chiamato a risolvere problemi e conflitti prima che la realtà sottostante sia sufficientemente illuminata da evidenze condivise. Inoltre, questa consapevolezza ricolloca soglie e standard di “certezza” e provoca mutamenti interni agli stessi processi di produzione normativa, a livello sia di regolazione legislativa sia di decisioni giudiziarie. Tra i più esposti a queste trasformazioni, il diritto costituzionale e il diritto penale rielaborano categorie e concetti alla luce di una rinnovata considerazione del sapere scientifico, spesso entro un vero e proprio meccanismo di coproduzione. L’intervento si propone di fornire elementi di conoscenza e strumenti di comprensione rispetto ad alcuni casi emblematici, concernenti la salute umana e ambientale, nei quali sono ben visibili i tratti di questo cambiamento.

 

12:45-13:00 Discussione

 

Pomeriggio

14:00 – 14:45 Il caso Ilva: la scienza tra potere giudiziario e potere politico, Luca Masera

L’intervento ricostruirà le complicate vicende del procedimento penale in corso a Taranto, sottolineandone gli snodi giuridici fondamentali. Lo studio della vicenda costituirà l’occasione per alcune riflessioni relative in primo luogo al tema dell’uso della conoscenza scientifica nel processo di legittimazione delle decisioni giurisprudenziali e politiche, alla ricerca di un difficile equilibrio tra tutela della salute e tutela del lavoro. Il secondo oggetto di specifico interesse sarà il problema della veste giuridica da attribuire all’evidenza epidemiologica di un aumento di mortalità, tra delitti contro la vita e la salute (omicidio e lesioni) e delitti contro l’incolumità pubblica (disastro e avvelenamento).

14:45 – 15:00 Discussione

15:00 – 15:15 Coffee break

15:15 – 16: 30 Discussion game su terapie mediche avanzate, a cura di Donato Ramani

In questa sessione i partecipanti avranno l’occasione di discutere, interrogarsi, scambiarsi idee e punti di vista attraverso un semplice gioco con le carte. Il “Discussion continuum”, questo è il nome del discussion game con cui gli studenti si confronteranno, sarà dedicato al tema delle tecnologie mediche avanzate, le loro applicazioni e le questioni etiche, legali, morali, politiche, mediche ad esse correlate. I discussion game sono strumenti partecipativi ampiamente utilizzati in ambito europeo in contesti diversi che permettono un confronto spontaneo tra i partecipanti, senza mediatori, in cui il dialogo, la concertazione e il confronto con le proprie e le altrui idee diventano protagonisti assoluti.

16:30- 17:15  La compassione dei giudici contro la durezza della scienza? Una ricostruzione del caso Stamina, Davide Paris

L’intervento è volto ad esaminare il ruolo dei giudici ordinari nel caso “Stamina”, attraverso l’analisi delle più significative pronunce dei giudici italiani cui, tra il 2012 e il 2014, numerosi malati si sono rivolti per poter accedere al “metodo” Stamina, a carico del Servizio sanitario nazionale. In particolare si mostrerà come, applicando le stesse norme, i giudici siano giunti in un primo tempo a riconoscere l’accesso alla “terapia”, e solo in un secondo momento a negarlo, a seguito dell’unanime presa di posizione contro Stamina da parte della comunità scientifica nazionale e internazionale. Il caso offre lo spunto per alcune riflessioni di più ampio respiro, in particolare sul ruolo della scienza nella tutela del diritto alla salute e sui rischi di una lettura dell’art. 32 della Costituzione che prescinde dal requisito della validazione scientifica della cura, fino a giungere a tutelare un vago “diritto alla speranza”.

17:15-18:30  Esercitazione su sentenze e articoli di stampa in materia di diritti individuali e biomedicina, a cura di Davide Servetti e di Davide Paris

L’esercitazione si propone di fornire ai partecipanti competenze di base per una lettura consapevole e giuridicamente corretta di sentenze in materia di diritti individuali e biomedicina. Il lavoro è condotto in modo da calarsi nella prospettiva propria del giornalista che si accosta a questo “genere letterario” e prevede un confronto tra il testo delle sentenze selezionate e alcuni articoli di stampa aventi ad oggetto le stesse decisioni giudiziarie. L’obiettivo è quello di stimolare i partecipanti a sviluppare capacità di analisi e valutazione critica nell’ambito del giornalismo scientifico e/o giudiziario e d’inchiesta che si occupa di hard cases all’incrocio tra diritto e biomedicina. In particolare, verranno presi in considerazione alcuni casi giudiziari concernenti l’accesso alle tecniche di procreazione medicalmente assistita e ai trattamenti terapeutici sperimentali.

 

26 giugno 2015

Gli attori mediatici tra scienza e diritto

Mattina

9:00 - 9:15 Introduzione, Nico Pitrelli

9:15 – 13:00 Esercitazione di scrittura su un caso clinico e su uno ambientale, a cura di Maria Luisa Clementi, Nico Pitrelli, Donato Ramani, Benedetto Terracini

Ai corsisti verrà richiesto di scrivere un breve articolo per una testata generalista basato su alcuni paper scientifici in ambito clinico e ambientale. La comprensione degli articoli richiede una conoscenza basilare di analisi di dati numerici, stime probabilistiche e altri concetti statistici. L’esercitazione è focalizzata a evidenziare alcune difficoltà ricorrenti nella comunicazione del rischio e dell’incertezza nonché a illustrare gli espedienti per superarle.  

Pomeriggio

14:30 - 15:15 Rebecca Skloot e le cellule HeLa: quando la comunicazione della scienza influenza il diritto, Luigi Civalleri

L’incontro è dedicato all’esame di un esempio emblematico di quanto possano essere complessi – e non a senso unico – i rapporti tra giornalismo e temi sensibili. Rebecca Skloot è una science writer americana che con un lungo lavoro investigativo ha portato alla luce la vera storia delle cellule HeLa. Questa linea cellulare è tecnicamente “immortale” e ha svolto un ruolo chiave nella ricerca biomedica degli ultimi decenni. Deriva da un campione di tessuto tumorale prelevato negli anni ’50 a Henrietta Lacks, donna americana di colore povera e semianalfabeta, ed è diventato nel tempo un prodotto venduto con profitto da società specializzate. I discendenti di Henrietta non ne hanno tratto benefici economici e anzi sono stati coinvolti in spiacevoli casi di violazione della privacy. Le ricerche di Skloot, raccolte nel libro di grande successo La vita immortale di Henrietta Lacks, hanno contribuito a riaprire il caso, ad alimentare il dibattito su temi quali il consenso informato e il commercio di materiale biologico, e hanno influenzato recenti vicende legali.

15:15 - 15:30 Discussione

15:30-16:00  Coffee break

16:00 - 16:45  Casi di studio sul ruolo del giornalista in alcune controversie ambientali, Maria Luisa Clementi

Nelle controversie ambientali (e dintorni) il giornalista può fare la differenza? Verranno illustrati alcuni casi in cui la ricostruzione degli eventi fatta da chi si assume il ruolo di comunicatore scientifico cambia le carte in tavola e influisce sull’evoluzione successiva della vicenda raccontata. Si parte da un caso storico (Seveso) e si giunge ai giorni nostri con il cosiddetto caso Boffetta (Le Monde). Verranno richiamati anche i due premi Pulitzer 2014 per il giornalismo investigativo.

16:45 - 17:00 Discussione

17:00 – 18:00 Conclusioni